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Ceci e guglie e aperitivi
La mia vita nordica procede serena, per nordica intendiamo milanese e per milanese intendiamo un ristorante ogni cinque passi e per ristorante ogni cinque passi intendiamo che qui mangio e non cucino. Mi sento in vacanza e io in vacanza mangio cose che non ritroverò a casa e vado per musei. Son stata in Rinascente, sulla terrazza, e, da lì, ho visto le guglie del Duomo, invidiando chi ci passeggiava. Son stata sulle guglie del Duomo e, dalla terrazza della Rinascente, nessuno mi invidiava. Sulla terrazza della Rinascente la gente fa l’aperitivo, dal tramonto all’alba. In questo universo parallelo, in cucina, credo di aver superato me stessa: Shameless prize, mio…
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la pasta invereconda
Sto temporaneamente in una casa nuova e ho una bella cucina vuota. Le dotazioni, minime, non mi consentono grandi esperimenti quindi da qui, e per qualche mese, i post saranno da considerarsi shameless per la maggiore, se possibile, semplicità dei piatti e per le brutte foto. Questa delle foto è l’ennesima scusa: brutte erano e brutte saranno, solo che ora il cibo starà sempre su piatti bianchi a pois verdi. Anche simpatici dal vivo, ma per niente fotogenici. Come me. Il primo piatto che vi propongo è il frutto della spesa alla LIDL; sapete già che è un mio guilty pleasure ma al momento la scelta viene anche da necessità…
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Poco lavoro: nemmeno basta a bruciare le calorie di un biscotto.
La mia primissima ricetta di biscotti senza uova è stata quella dei baci di dama. Sono a prova di scimmia e per questo non ho mai pensato di postarli e neppure di rifarli negli ultimi anni. Durante queste feste mi son stati offerti ed erano talmente buoni che avrei mangiato anche la mano di chi me li porgeva. La frustrazione di quando devi essere educato e non puoi mangiarti tutto… che mondo avaro il nostro! Ma io li so fare i baci di dama! E allora ciao, ne ho fatti per nutrire eserciti… e li ho mangiati tutti io. Sono biscotti piccoli e grassottelli che vanno in giro in coppia…
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filologicamente corretto
Non è certo avanguardia dire che non amo particolarmente i surrogati di carne e pesce. Certo, carne e pesce io non li mangio perché non mi sono mai piaciuti, quindi non ho alcun bisogno, per dire, di finti salumi come soluzione di continuità verso la scelta etica… quale scelta etica, poi, che non ho principi! Ma, per quanto capisca il potere della suggestione, ho visto in rete cose come gli spaghetti alle vongole dove le vongole erano pistacchi! con tutto il guscio! e allora mi sa che si sta un po’ esagerando… Nella categoria dei surrogati non includo però gli hamburger vegetali. Gli hamburger sono polpette e le polpette si…
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Sconfitte annunciate
Due settimane fa, con un’amica, sono stata coinvolta in una sfida culinaria ispirata alla cucina orientale. Siamo state miseramente umiliate, meritandolo. Non ho assaggiato i piatti della concorrenza vietnamita ma presumo fossero validi. I nostri, invece, erano esperimenti improvvisati di cucina cinese, peggiorati da questioni logistiche, tipo il moltiplicarsi delle persone da servire, che ci ha costrette a trasformare le nostre due già improbabili ricette in pastoni per cani. Soprattutto quella curata da me. Ecco io voglio rifarmi! Con una ricetta diversa, ancorché d’ispirazione orientale, ma soprattutto con DOSI DA DUE! Le moltiplicazioni per l’eventuale pastone ve le fate da soli. una cipolla 2 carote 14 cavolini di Bruxelles acqua…
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Cosi di broccoli
Volevo replicare la ricetta di un pasticcio di patate e broccoli letta su spigoloso ma levando le uova. Ho dovuto levare anche le patate ché mi sono accorta di non averle mentre i broccoli erano già in cottura. Ho pure fatto troppa pastella rispetto ai broccoli che ho usato… o pochi broccoli. Il risultato è stato inaspettatamente vincente, magari non bellissimo, però buono assai. Per un numero imprecisato di Cosi ai broccoli avrete bisogno di: 1 spicchio aglio 1 cucchiaio di olio evo 600 gr di broccoli 100 gr di olive nere – per la pastella – 100 gr di farina 70 gr di parmigiano 30 gr di olio evo…
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… e la Madeleine
Perché se credete che io non abbia letto Proust avete ragione. La Recherche sta lì, sul mio comodino, in un’edizione straeconomica dalle pagine di carta velina alta abbastanza da impedirmi di vedere la radiosveglia. Con Proust non vedo l’ora. Ma alla Madeleine ci sono arrivata ché, per fortuna, sta nel primo libro, Dalla parte di Swann, alla pagina 37 della mia edizione scrausa. Non sto a copiarvi il passaggio ché è mezza pagina trasparente e lo trovate ovunque e non sto nemmeno a darvi la ricetta delle Madeleine perché pure quella la trovate in ogni dove. Ma avrete la ricetta di, e cito, “uno di quei dolci corti e paffuti…
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Patate e batate
L’uno doveva essere un raviolo aperto, che però sembra una lasagna quindi, in pratica, è una lasagna. L’altra è una vellutata che serve a far finta che io posti anche ricette sane. La vellutata è di patate dolci ma è al curry; il che significa che la mia casa puzzerà per una settimana e che la base della vellutata potrebbero essere anche giornali vecchi ché tanto il mix speziato copre tutto. Però è buona I ravioli-lasagna mi son costati due piatti perché sono una deficiente e li ho infornati direttamente sui piatti da portata che si sono giustamente spaccati… neanche col Nintendo 8 bit ero così brava al tiro al…
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Anarchy in the UK
Avrei potuto trovare un titolo più banale? No. Ho fatto gli shortbread e il fudge che sono cose molto inglesi ma li ho fatti a modo mio ché a modo loro non mi son venuti! Gli shortbread sono biscotti al burro, molto burro, mooooltissimo burro. Il fudge si può tradurre in italiano con “coma glicemico”: voi lo mangiate e poi vi tagliano i piedi. L’anarchia, da divano, è quella per cui gli shortbread dovrebbero rimanere quasi bianchi ma a me facevano tristezza; dovrebbero avere poco zucchero ma a me facevano tristezza. Il fudge è anarchico ma non per scelta mia. L’ha fatto Lorraine Pascale e io l’ho copiato con leggere…
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Biscottoni
Sono tondi e sono marroni. In foto risulteranno sempre brutti. Deal with it. E vi lascio soltanto immaginare che cosa sembrerebbero, marroni e rotondi, se li fotografassi io! Provvidenziale è stata la presenza della mia amica Giorgia, cui dobbiamo i miracolosi scatti. I biscotti restano brutti, ma la foto ha il suo perché… praticamente la storia della mia vita, ma ve la racconto un’altra volta. Biscotti, appunto. Biscottoni al molto cioccolato. Frutto della mia trasformazione in chiave egg-free di una ricetta di Nigella, sempre sia lodata. E siccome è una ricetta con l’accento inglese, l’ho condivisa pure con gli amici di EF Englishtown: andate a dare un’occhiata ché vi vien…





















