Primi
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Di ragù di ceci e strane produzioni inglesi
Che cosa rende dei legumi spappolati un buon ragù? Una lunga cottura e la Marmite. Sulle foto sorvoliamo ché, diciamocelo, sembra cibo per cani, però il ragù è buono (lo Zingarelli ha detto che si scrive così: mica ero sicura). È di carne? Ovviamente no. È bianco o è rosso? Come vi pare. E che cos’è la Marmite? Vabbè la smetto. La Marmite, comunque, è un estratto di lievito di birra. Non ricordo assolutamente se La Luisona abbia già affrontato l’argomento né ho la minima intenzione di verificare, quindi riassumiamo. Ottenuto dal processo di produzione della birra, questo estratto di lievito è diventato una crema spalmabile che poteva piacere solo…
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Nidi di spaghetti filanti con panatura aromatica
Ho la bread machine da una settimana e ho già fatto il pane quattro volte, pure buono… però vi do la ricetta per fare gli spaghetti, se no è banale. Sono nidi di spaghetti con la mozzarella e l’aglio e le spezie e fanno una discreta scena, ma li ho fatti soltanto per questo, perché poi una porzione non è che sfami; però, ecco, ci fate bella figura. Poi, al limite, ordinate una pizza. Per riempire sei pirottini vi servono 120 gr spaghetti 100 gr mozzarella 50 gr pangrattato 1 spicchio d’aglio origano rosmarino salvia un pugno di parmigiano scorza grattugiata di un limone peperoncino in polvere sale olio evo burro…
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Peperoni ripieni pt.2: fregola sarda
A riempirli col riso son buoni tutti, ma usare i peperoni come contenitore per i primi rimane una buona idea. Il riso no, mi fa tristezza. Le stelline da brodo? Ovviamente sì, ma l’ho già fatto e già postato. Questa volta ci va la fregola. La fregola è una delle evoluzioni sarde del cous cous: la semola si incoccia allo stesso modo ma come legante, nelle versioni più ricche, si usa l’uovo e, talvolta, si aggiunge una punta di zafferano. Il diametro è notevolmente maggiore rispetto a quello del cous cous, quindi la lavorazione è assai più lunga e ci si ferma quando si raggiunge la dimensione preferita: più fina…
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Ceci n’est pas une pipe. Finti cannelloni gratinati con mousse di piselli e mozzarella
Due cose, ancorché comprate confezionate, sanno di uovo più di una vasca di zabaione: i biscotti di Novara e le lasagne. Dei primi faccio volentieri a meno, alle lasagne non so resistere. Un tempo le facevo io, a mano, per la soddisfazione che mi dava intravedere la fantasia del tavolo quando la sfoglia che stendevo col mattarello diventava veramente sottile. Ma aprire le uova è presto diventato un esercizio doloroso e voler lavare le stoviglie, e la cucina tutta, con litri d’aceto per non sentire – o immaginare – la puzza dei tuorli mi ha fatto desistere. Quindi le compro, morendo dentro, per inquinare il meno possibile la mia anima. Sono…
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Del diritto della besciamella di non essere più un dovere. Lasagna alle erbette
Nessun tentativo di dripping o grottesca imitazione di Pollock, ma me lo dovete spiegare voi come accidenti si fotografa una lasagna; come cavolo si taglia, bene, per mostrare gli strati… io manco so fotografare le torte, figuriamoci la pasta al forno. Però non siamo in radio e le foto servono, quindi prendetevi quest’olio su teglia. Le biete sono una roba che mi fa abbastanza infelice, cioè davvero davvero stai mangiando erba, che sa di erba! Ma diciamo che opportunamente trattato, reso cioè grasso, diventa buono tutto, pure il foraggio. Viene fuori una lasagna dai bei colori: arancione la crosticina che si forma sotto il grill, verde il contributo erboso e…
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Birra e porri… ma non in quel senso lì
Normalmente le mie foto sono gialle, oggi sono marroni. Però è voluto, anzi inevitabile. Chiedo scusa fin d’ora per la cosa vagamente hipster che sto per dire ma mi tocca. La Guinness, ok, è una birra bevibile, ma le stout artigianali sono un altro mondo. Sia chiaro: se dei pubblicitari volessero burlarsi di me facendomi degustare della birra di un microbirrificio e poi, dopo le mie alte lodi, mi rivelassero che è Guinness , io ci cadrei con tutte le scarpe e loro avrebbero ragione. Ma quando mi è capitato di bere stout buone, mi son rimaste nel cuore, la Guinness meh. Però l’avevo in frigo – che vuol dire che comunque per…
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la pasta invereconda
Sto temporaneamente in una casa nuova e ho una bella cucina vuota. Le dotazioni, minime, non mi consentono grandi esperimenti quindi da qui, e per qualche mese, i post saranno da considerarsi shameless per la maggiore, se possibile, semplicità dei piatti e per le brutte foto. Questa delle foto è l’ennesima scusa: brutte erano e brutte saranno, solo che ora il cibo starà sempre su piatti bianchi a pois verdi. Anche simpatici dal vivo, ma per niente fotogenici. Come me. Il primo piatto che vi propongo è il frutto della spesa alla LIDL; sapete già che è un mio guilty pleasure ma al momento la scelta viene anche da necessità…
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Sconfitte annunciate
Due settimane fa, con un’amica, sono stata coinvolta in una sfida culinaria ispirata alla cucina orientale. Siamo state miseramente umiliate, meritandolo. Non ho assaggiato i piatti della concorrenza vietnamita ma presumo fossero validi. I nostri, invece, erano esperimenti improvvisati di cucina cinese, peggiorati da questioni logistiche, tipo il moltiplicarsi delle persone da servire, che ci ha costrette a trasformare le nostre due già improbabili ricette in pastoni per cani. Soprattutto quella curata da me. Ecco io voglio rifarmi! Con una ricetta diversa, ancorché d’ispirazione orientale, ma soprattutto con DOSI DA DUE! Le moltiplicazioni per l’eventuale pastone ve le fate da soli. una cipolla 2 carote 14 cavolini di Bruxelles acqua…
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Patate e batate
L’uno doveva essere un raviolo aperto, che però sembra una lasagna quindi, in pratica, è una lasagna. L’altra è una vellutata che serve a far finta che io posti anche ricette sane. La vellutata è di patate dolci ma è al curry; il che significa che la mia casa puzzerà per una settimana e che la base della vellutata potrebbero essere anche giornali vecchi ché tanto il mix speziato copre tutto. Però è buona I ravioli-lasagna mi son costati due piatti perché sono una deficiente e li ho infornati direttamente sui piatti da portata che si sono giustamente spaccati… neanche col Nintendo 8 bit ero così brava al tiro al…
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Se la ricetta è facile, tanto vale farne due
Come se servisse una scusa per finire il parmigiano… Be’, fino a poco tempo fa a me sarebbe servita, anzi pure per iniziarlo, ché i formaggi non li mangiavo… poi, sai, la vita, o chi per lei, e ora sarei pronta ad avviare un caseificio. La ricetta di oggi sarebbe quella del pesto di rucola, ma è effettivamente intuibile fin dal nome, penso. Quindi la fornirò comunque, ma vergognandomi! E per riscattarmi, ne allego un’altra in omaggio. Pesto di rucola dosi per 4-6 persone 100gr rucola 100gr parmigiano un pizzico di sale 3 cucchiai d’olio e.v.o. 100gr pinoli tostati poca acqua Tuffo carpiato nel robot: prima il parmigiano, che si…







