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… e la Madeleine
Perché se credete che io non abbia letto Proust avete ragione. La Recherche sta lì, sul mio comodino, in un’edizione straeconomica dalle pagine di carta velina alta abbastanza da impedirmi di vedere la radiosveglia. Con Proust non vedo l’ora. Ma alla Madeleine ci sono arrivata ché, per fortuna, sta nel primo libro, Dalla parte di Swann, alla pagina 37 della mia edizione scrausa. Non sto a copiarvi il passaggio ché è mezza pagina trasparente e lo trovate ovunque e non sto nemmeno a darvi la ricetta delle Madeleine perché pure quella la trovate in ogni dove. Ma avrete la ricetta di, e cito, “uno di quei dolci corti e paffuti…
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Enormi biscotti alle nocciole, limone e timo
Sono viva. La Luisona pure. Ero sparita perché c’avevo sonno. Volevo le vacanze di Natale per dormire e riordinare le cartelle dei preferiti di Chrome. Ma quando torni a casa, dormire e riordinare sono cose impossibili: troppo è il vino che scorre, troppo belle le persone da ritrovare. Così ho dormito fino a oggi, molto presto, dopo il lavoro; mangiando delivery o robe pronte della Lidl, a malapena scongelate, che il sonno mi suggeriva di leccare come ghiaccioli… ma la dignità, che in me è più forte in solitudine, ha detto di no. Riprendo oggi a scrivere, ché è giorno di family day che vuol dire che fuori è un…
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Pain brioche, o pan brioche: i problemi di nomenclatura si risolvono a tavola
Se sei abbastanza cretina, tutto è un regalo, tutto una sorpresa. Niente poesia, ma molto – poco – acume. Sabato ho lanciato degli ingredienti a caso nella macchina del pane, sono uscita per un tè e un’animata discussione sulla possibile candidatura di Boris Johnson a primo Ministro inglese e, quando son rientrata e facevo per aprire la porta di casa, un profumo di dolci mi ha avvolto e ho invidiato lo sconosciuto vicino col forno caldo. Ero io. Non già il forno bensì la bread machine aveva lì pronto, da poco più di dieci minuti, un pain brioche alto alto, bello e profumatissimo, di cui mi ero completamente dimenticata. Son…
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Di ragù di ceci e strane produzioni inglesi
Che cosa rende dei legumi spappolati un buon ragù? Una lunga cottura e la Marmite. Sulle foto sorvoliamo ché, diciamocelo, sembra cibo per cani, però il ragù è buono (lo Zingarelli ha detto che si scrive così: mica ero sicura). È di carne? Ovviamente no. È bianco o è rosso? Come vi pare. E che cos’è la Marmite? Vabbè la smetto. La Marmite, comunque, è un estratto di lievito di birra. Non ricordo assolutamente se La Luisona abbia già affrontato l’argomento né ho la minima intenzione di verificare, quindi riassumiamo. Ottenuto dal processo di produzione della birra, questo estratto di lievito è diventato una crema spalmabile che poteva piacere solo…
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Nidi di spaghetti filanti con panatura aromatica
Ho la bread machine da una settimana e ho già fatto il pane quattro volte, pure buono… però vi do la ricetta per fare gli spaghetti, se no è banale. Sono nidi di spaghetti con la mozzarella e l’aglio e le spezie e fanno una discreta scena, ma li ho fatti soltanto per questo, perché poi una porzione non è che sfami; però, ecco, ci fate bella figura. Poi, al limite, ordinate una pizza. Per riempire sei pirottini vi servono 120 gr spaghetti 100 gr mozzarella 50 gr pangrattato 1 spicchio d’aglio origano rosmarino salvia un pugno di parmigiano scorza grattugiata di un limone peperoncino in polvere sale olio evo burro…
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La cuoca pigra e la focaccia in padella
Torno e torno pronta alle armi, sotto questo vassoio o sopra, insomma. Presto rileverò un’altrui macchina del pane ché mi pare ingiusto averne solo una a Cagliari e non un’altra qui, a Milano. Priorità vere, le mie. Ma intanto vorrei affrontare uno spinoso argomento che è quello degli impasti “da pane” realizzati con lievito istantaneo, quello per torte salate. Credo di essere rimasta l’unica ad averci a che fare e probabilmente è giusto così: manco io vorrei ritrovarmi a mangiare una pizza di tal guisa in un locale. Eppure trovo che, sapendo come usarlo, il lievito chimico regali delle discrete sorprese. Tipo le focaccette che uso fare quando ho…
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Empanadas: un’improvvisazione
Avevo voglia di empanadas o almeno di qualcosa che me le ricordasse. Così, tanto per cambiare, ho improvvisato e il risultato non è stato disastroso. Ora, probabilmente del piatto originale non hanno niente, quindi se le chiamassimo Mario e Luigi saremmo più onesti, ma mi pare più pratico dire empanadas e far finta di niente sulla frode… Come al solito ho tentato di fondere il metodo sardo all’idea dell’America Latina e ho provato a chiudere i dischetti di pasta con la forma a spiga tipica dei ravioli sardi, i culurgiones, di cui questo blog fornisce una dignitosissima ricetta qui. L’idea non si è rivelata geniale perché il tipo di sfoglia…
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Panna cotta salata al parmigiano o dell’ignoranza
Sono in vacanza a casa, dove per casa intendo Cagliari, e siccome qui ho una solida vita sociale che mi attende con molti bicchieri di birra alzati, non ho tempo – e manco voglia – di cucinare. Quindi per ora vi fate bastare questa ricetta, che è frutto del vuoto quasi assoluto del frigo a fronte di un giardino carico di basilico fresco; non di meno del fatto che – mi piace sperare – l’agar agar non scada mai. Be’ forse questo non è del tutto vero, ma facciamo finta di sì ché l’ho trovato nel fondo della dispensa. Si tratta di una panna cotta ignorante; l’ignoranza è volontaria e…
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Cucinare a caso: un po’ torta al cioccolato un po’ non lo so e il mio tè freddo alla menta
Post veloce che sono in ritardo di giorni sulla mia tabella di marcia. Me ne accorgo solo io? Mi sa di sì. Io volevo fare gli scones, volevo. Li dovevo fare al cacao e li volevo fare a caso: buttando questo e quell’ingrediente ma ho esagerato con il latte. Insomma è venuto fuori l’impasto per una torta, ma a quel punto mi son dimenticata di aumentare la dose di zucchero ed è venuto fuori un dolce non dolce, un po’ pane un po’ torta che si è rivelato ottimo per la colazione e un pensiero difficile da scacciare anche per merenda. 60gr cacao dolce 3gr lievito per dolci 3gr bicarbonato…
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Matrioske: i miei primi pomodori ripieni
Dovrei smettere di riempire cose, ma ammetto che dà una certa e inattesa soddisfazione. Cibo ripieno di cibo, una ridondanza che mi piace. Casualmente vegani, i pomodori ripieni che vi propongo oggi sono buoni ma il loro pregio è l’essere finiti sulla mia tavola nella stagione giusta, essendo io assolutamente capace di comprare i più schifosi e costosi pomodori che l’Esselunga possa vendere in gennaio. A proposito di Esselunga: di tanta parte, dell’ultimo orizzonte, la sede più vicina a casa mia non esclude affatto il guardo. Chiusa per lavori fino a ottobre, io la osservo ogni giorno con le braccia dietro la schiena da bravo umarell ma, nelle ore di…
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Peperoni ripieni pt.2: fregola sarda
A riempirli col riso son buoni tutti, ma usare i peperoni come contenitore per i primi rimane una buona idea. Il riso no, mi fa tristezza. Le stelline da brodo? Ovviamente sì, ma l’ho già fatto e già postato. Questa volta ci va la fregola. La fregola è una delle evoluzioni sarde del cous cous: la semola si incoccia allo stesso modo ma come legante, nelle versioni più ricche, si usa l’uovo e, talvolta, si aggiunge una punta di zafferano. Il diametro è notevolmente maggiore rispetto a quello del cous cous, quindi la lavorazione è assai più lunga e ci si ferma quando si raggiunge la dimensione preferita: più fina…


























