Pane & Basi
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Meglio abbondante che deficiente: quattro ricette di cracker senza lievito
Un bene sul quale investire sempre è il pacco di farina. Da quella costosissima che ha ancora tutte le fibre però è bianchissima a quella scrausa del discount: a voi la scelta, con rispetto dello scopo e della frequenza dell’utilizzo, ma non state mai senza! E mi concedo anche il punto esclamativo, per comandare e pregare insieme: lo faccio per voi, per il vostro bene. E per il mio. Un pacco di farina in dispensa significa non rimanere mai senza pane, significa lunghe lievitazioni oppure nessuna, significa dolci quando il frigo è fornito, gnocchi all’acqua o pane azzimo quando la spesa è stata troppo a lungo rimandata. La mia sfida…
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Pretzel o brezel? Comunque ancora pane
Presumo che non se ne sia accorto nessuno, ma sabato non ho aggiornato il blog. Ero altrove, avevo il PC, non avevo voglia. Son stata a Cagliari per pochi giorni. Dice: dove vai quest’estate? Andrò in vacanza in Sardegna… e tutti invidiosi. Poi, certo, che sia casa mia è un dettaglio. Vabbè comunque sono tornata e adesso vi scrivo un’altra ricetta di pane. Carasau? No: pretzel. Per farli, in teoria, dovreste allertare la protezione civile o almeno i pompieri perché avreste bisogno della soda caustica e potreste farvi molto male. Io, che mi faccio male con molto meno, la soda caustica la evito e uso il bicarbonato… anche perché se…
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Cronache del frigo brillo: pane e focaccia alla birra con cime di rapa
Non perdiamo tempo a commentare le foto e concentriamoci sul gusto. Questa è proprio ma proprio per davvero moltissimo un sacco una ricetta buona. Prima di tutto, coincide con la mia scoperta delle cime di rapa, che sono buonissime e nessuno me lo aveva mai detto. Io credevo fossero una roba noiosa come gli spinaci o da caprette come le biete, invece hanno un gusto e una personalità che le rende buonissime anche solo sbollentate in acqua salata. Io ovviamente ci ho messo il formaggio. Ma andiamo con ordine. L’attuale situazione del mio frigo è più o meno questa, ma con qualche birra in meno ché ci ho fatto il…
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Il pane bavoso
Mentre lo preparavo, sapevo che sarebbe stato brutto. Ma, come diceva la vecchia, ho sbagliato candeggio e, avendo usato la farina integrale, il pane era brutto, bavoso e pure marrone. Ho detto tutto. Questa ricetta deve essere per chi la legge un atto di fede, perché il pane alla fine è davvero molto buono, ma per decenza ho evitato di indugiare sulle foto ché se no è Rotten… esiste ancora Rotten? La ricetta base è la solita: 500gr farina 350ml acqua tre cucchiaini di sale 1 bustina di lievito di birra secco un cucchiaino e mezzo di zucchero 3 cucchiai d’olio evo Poi si dà carattere: 40gr noci tritate grossolanamente…
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Pane ai semi e radicchio pigro
Tornano le foto brutte, ma sono a esaurimento ché le ho fatte prima di scoprire la questione del bilanciamento del bianco… LO SO. Questa ricetta nasce dalla necessità di finire robe mollate in dispensa da troppo tempo. Non sono tipo da colazioni sane – o pranzi o merende o cene o spuntini di mezzanotte salutari – ma mi piace questa cosa di mangiare semi come le cocorite e i semi migliori li vende Lidl; vi ho già detto del mio piacere perverso dello shopping alla tedesca. Non c’è alcuna possibilità che io mi ricordi la marca, ma sono quelli nel sacchetto più triste di tutta l’area cerealicola del supermercato. Ci…
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Chi di verde si veste, sua bontà s’affida
Come puntualizzato più e più volte, io non c’ho voglia. Nella vita proprio: uscire la sera, fare le scale, scrivere il romanzo definitivo, stirare, aspettare che le cose lievitino in grazia di Cthulhu… non c’ho voglia. Quindi non vi giudicherò se vorrete aspettare tre giorni di lievitazione prima di fare la pizza: mi volterò mollemente dall’altra parte e mi terrò libera, diciamo per cena, diciamo 72 ore dopo la messa a riposo del vostro impasto. Ché il mio è pronto fra tre ore. La pizza ai broccoli. Dosi per 4, immagino. 500gr farina 350gr acqua 20gr olio evo 3 cucchiaini di sale 1 cucchiaino di zucchero 1 bustina di lievito…
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su questo blog ci sono ancora delle forme di vita, non del tutto intelligenti, ma ci sono
Milano, Cagliari, Milano, Cagliari, Milano, Torino, Milano, Torino, Milano, Torino, Milano, Torino, Milano, Torino, Milano Cagliari, Milano, Genova, Milano. Queste le tappe degli ultimi mesi. Il posto che ho visto meno è la cucina. Ma che mi giustifico a fare, poi come se in rete mancassero le ricette… veniamo al dunque. Chiocciole al pesto di pomodori secchi, una ventina, circa. 750 gr di pasta per la pizza 6 pomodori secchi 50 gr di anacardi un bicchiere di latte un cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro un cucchiaio d’olio evo uno spicchio d’aglio Se c’è una cosa che bisogna riconoscere ai vegani, è la rivalutazione degli anacardi. Io, per dire, manco…
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Per rifarmi, una ricetta luuuuuunghissima
Il problema, col blog di cucina, son le foto. I dolci, quei ruffiani, parlano da soli, sono quasi sempre esteticamente gradevoli e sopravvivono ai miei click maldestri. Il salato, invece, in foto, nelle mie foto, sembra tutto cibo per cani… e per quanto io conosca dei cani piuttosto svegli e persino dotati di profilo facebook, ho idea che in pochi cucinino. Questo per giustificare la gran quantità di dolci in questo blog. Oggi, quindi, lancerò un ponte tra dolce e salato: finta pastasfoglia. È pure più grassa della pastasfoglia normale, e vi ho detto tutto. La ricetta l’ho trovata in rete non so dove, e quando l’ho ricercata per indicarne la paternità, non…
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Escono col buco
Qualora non lo avessi già fatto, e temo di no, urge un chiarimento: questo è un blog che ripudia il lievito madre, il poolish, il lievitino, la biga, giorgio, piero o come volete chiamare tutti quei sistemi di lievitazione lunga. Non è questione di gusti, è questione di voglia. Ecco: io quella voglia lì, di aspettare, impastare robette appiccicose, alimentarle… non ce l’ho. Vi prometto (o propugno… punti di vista) una vita di lievitazioni che non superano le tre ore, fate pace con l’idea! Bagel ovvero ciambellette sfiziosette di pane Dosi per otto pallette 225ml latte tiepido 50gr burro 25gr zucchero una bustina di lievito di birra secco mezzo cucchiaio…
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Di libri e di muffin seduti
Non so quale sia il vostro approccio ai testi culinari; io li leggo, come romanzi, dalla prima all’ultima pagina. Ed è per questo che quasi sempre rimango delusa: sono, quasi sempre, scritti malissimo, incompleti e poco curati. Fatte salve le bibbie della massaia “Il talismano della felicità” e “La cucina italiana” che rispecchiano la propria età e una precisione tutt’altro che trascurabile; recentemente mi sono capitati, nell’ordine: – un libro di pasticceria con la stessa pagina, doppia, inserita in due capitoli diversi; – un libro sulla cucina a microonde in cui si dimenticava, nella ricetta del puré, di menzionare la fase della cottura delle patate, completamente; – un libro di…












