Il pane bavoso
Mentre lo preparavo, sapevo che sarebbe stato brutto.
Ma, come diceva la vecchia, ho sbagliato candeggio e, avendo usato la farina integrale, il pane era brutto, bavoso e pure marrone.
Ho detto tutto.
Questa ricetta deve essere per chi la legge un atto di fede, perché il pane alla fine è davvero molto buono, ma per decenza ho evitato di indugiare sulle foto ché se no è Rotten… esiste ancora Rotten?
La ricetta base è la solita:
500gr farina
350ml acqua
tre cucchiaini di sale
1 bustina di lievito di birra secco
un cucchiaino e mezzo di zucchero
3 cucchiai d’olio evo
Poi si dà carattere:
40gr noci tritate grossolanamente
80gr parmigiano a scaglie
rosmarino
origano
1 grosso spicchio d’aglio grattugiato
Impastate per bene gli ingredienti base fino a ottenere un bel panetto liscio e contento.
Allargatelo con le mani e inserite tutto il resto.
Continuate a impastare perché tutto si amalgami in modo adeguato.
Fate lievitare fino al raddoppio e dividete l’impasto in tante pagnottelle. Lasciatele riposare ancora un po’, mica tanto: giusto il tempo di metter su l’acqua e farla bollire.
Vi serve un attrezzo per cuocere al vapore. Avrei dovuto dirvelo prima, lo so.

Qui è quando mi sono accorta che il mio robo di bambù è troppo piccolo anche rispetto al mio tegame più nano. L’impalcatura ha comunque consentito il bavoso miracolo.
Il canovaccio, a fine esperimento, si è incendiato ma mi piace vederla come la versione casalinga del Cirque du Soleil quindi buon cibo e divertimento assicurato.
Non comprate un affare così piccolo come il mio, ve lo dico con la milza in mano: la cottura al vapore è fantastica e ci si può fare di tutto ma, con poco spazio disponibile, poi in cucina ci dovete passare le ore e insomma anche no.
Sistemate su ogni piano del robo in bambù un foglio di cartaforno bucherellato e piazzate sopra le pagnottelle. Per dire: io su ogni livello potevo mettercene una soltanto ed erano tipo quindici e per ogni cottura servono venti minuti. Tre i piani: quasi due ore di cottura al vapore, la cucina una sauna… basta meno.

Il pane cotto in questa maniera non ha una crosta, ovviamente, e dico che è bavoso perché vien fuori lucidissimo. Con la farina bianca tutto ciò è molto bello, con quella integrale è soprattutto molto marrone.

Però, oh, è buono.
Per non morire in cucina, le ultimissime pagnottelle le ho cotte in forno dopo aver passato i bordi nei semi di sesamo. Devo dire che la cottura al vapore mi piace molto di più e anche i sapori risultano molto più bilanciati; ma nel caso marrone, l’aspetto era decisamente migliore dopo il giro in forno.

Con quelli cotti a vapore e pure con gli altri ho fatto merenda improvvisando degli hamburger di ceci e spinaci: pari peso dei due ingredienti; spinaci sbollentati, strizzati, tritati, saltati in padella con aglio e olio; ceci cotti al vapore e ridotti in crema col frullatore a immersione; tutto unito insieme con l’aggiunta di due cucchiai tahina, sale e pepe. Cottura su piastra rovente e via.



