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Il pane bavoso
Mentre lo preparavo, sapevo che sarebbe stato brutto. Ma, come diceva la vecchia, ho sbagliato candeggio e, avendo usato la farina integrale, il pane era brutto, bavoso e pure marrone. Ho detto tutto. Questa ricetta deve essere per chi la legge un atto di fede, perché il pane alla fine è davvero molto buono, ma per decenza ho evitato di indugiare sulle foto ché se no è Rotten… esiste ancora Rotten? La ricetta base è la solita: 500gr farina 350ml acqua tre cucchiaini di sale 1 bustina di lievito di birra secco un cucchiaino e mezzo di zucchero 3 cucchiai d’olio evo Poi si dà carattere: 40gr noci tritate grossolanamente…
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Birra e porri… ma non in quel senso lì
Normalmente le mie foto sono gialle, oggi sono marroni. Però è voluto, anzi inevitabile. Chiedo scusa fin d’ora per la cosa vagamente hipster che sto per dire ma mi tocca. La Guinness, ok, è una birra bevibile, ma le stout artigianali sono un altro mondo. Sia chiaro: se dei pubblicitari volessero burlarsi di me facendomi degustare della birra di un microbirrificio e poi, dopo le mie alte lodi, mi rivelassero che è Guinness , io ci cadrei con tutte le scarpe e loro avrebbero ragione. Ma quando mi è capitato di bere stout buone, mi son rimaste nel cuore, la Guinness meh. Però l’avevo in frigo – che vuol dire che comunque per…
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Dell’uva a marzo e della stupidità tutto l’anno
La mia amica Roberta – cui, come già chiarito nell’avviso ai naviganti, questo blog deve la sua papera – ha recentemente portato a termine un esperimento: trascorrere un intero anno senza fare shopping. Ne ha parlato diffusamente qui. Sono abbastanza convinta che senza acquisti si possa stare pure per due giri intorno al sole quando non oltre, ma se poi una tua amica conclude davvero felicemente l’esperimento, tu non hai più scuse per quei cassetti traboccanti di stoffe colorate. Quindi non è che le sia grata. Ma se sono prodiga nei negozi, ancor più lo sono al supermercato e siccome sono molto più cretina della media, ho deciso di ripetere…
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Taralli arroganti e fonduta di formaggio debordante
La migliore idea è berlo per dimenticare, ma se il capo a Natale vi ha regalato lo spumante quando avreste preferito anche solo un quarto d’ora di ferie in più, c’è sempre un modo alternativo di svuotare la bottiglia. Lo spumante, brut, in questione non sembra aver riscosso molto successo in chi lo ha bevuto, ma a me non piace in generale quindi non avrei saputo valutare la qualità. Qui, signora mia, non si butta via niente e, in mancanza di persone moleste cui regalarlo, io l’ho usato per farci i taralli e la fonduta. Taralli aberranti. Doppia aberrazione di taralli, anzi, perché fatti con lo spumante scrauso e perché…
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I pomodori spavaldi
C’è chi segue la rotazione delle stagioni e chi quella delle offerte dell’Esselunga. E se l’Esselunga mi dice che adesso sono buoni i pomodorini, allora sono buoni i pomodorini. Come al solito, nella mia estrema bontà, vi consento di aspettare l’estate per provare la ricetta. Trattasi di piatto ruffiano che piace sempre a tutti. Tutti quelli che amano i pomodori, il parmigiano, il pangrattato e le spezie mediterranee. Agli altri no. Pomodoretti ruffiani Dosi per amici e parenti 500gr pomodorini 70gr pangrattato 55gr parmigiano grattato pure lui 30gr olio evo 50gr latte rosmarino origano aglio sale Mischiate insieme pangrattato, parmigiano, olio, latte e spezie. Aggiustate di sale se necessario, io…
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Pane ai semi e radicchio pigro
Tornano le foto brutte, ma sono a esaurimento ché le ho fatte prima di scoprire la questione del bilanciamento del bianco… LO SO. Questa ricetta nasce dalla necessità di finire robe mollate in dispensa da troppo tempo. Non sono tipo da colazioni sane – o pranzi o merende o cene o spuntini di mezzanotte salutari – ma mi piace questa cosa di mangiare semi come le cocorite e i semi migliori li vende Lidl; vi ho già detto del mio piacere perverso dello shopping alla tedesca. Non c’è alcuna possibilità che io mi ricordi la marca, ma sono quelli nel sacchetto più triste di tutta l’area cerealicola del supermercato. Ci…
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Cibo finto su piatto finto
Questo non è quello che sembra, ma ammetto che voleva sembrarlo. L’ho già detto: sono cotraria al finto cibo. Dove non sono finte le polpette di soia o la cotoletta di seitan perché polpette e cotolette non corrono nei campi, ma sono finti gli spaghetti alle vongole felici se poi le vongole sono pistacchi con il guscio. Quelli si chiamano spaghetti ai pistacchi. I pistacchi non li trovi nella sabbia. Ridetto questo, veniamo al mio finto piatto. E alle scuse del caso. Genetica vuole che io sia parzialmente fabica, che vuol dire tutto o niente ma nel dubbio uno ci sta attento. Non è un grande problema dato che le…
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Chi di verde si veste, sua bontà s’affida
Come puntualizzato più e più volte, io non c’ho voglia. Nella vita proprio: uscire la sera, fare le scale, scrivere il romanzo definitivo, stirare, aspettare che le cose lievitino in grazia di Cthulhu… non c’ho voglia. Quindi non vi giudicherò se vorrete aspettare tre giorni di lievitazione prima di fare la pizza: mi volterò mollemente dall’altra parte e mi terrò libera, diciamo per cena, diciamo 72 ore dopo la messa a riposo del vostro impasto. Ché il mio è pronto fra tre ore. La pizza ai broccoli. Dosi per 4, immagino. 500gr farina 350gr acqua 20gr olio evo 3 cucchiaini di sale 1 cucchiaino di zucchero 1 bustina di lievito…
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La Luisona è tornata, di nuovo
Ciao, sono tornata e ho il vestito nuovo. Ero nei paraggi ma, in totale pigrizia, ho mangiato senza far foto, senza scrivere una parola. Torno e vorrei restare, così ho comprato un bel vestito bianco e un dominio decente. E c’è una papera. È bella la papera. Inizio con foto belle, secondo me. Sono belle perché sono vecchie, di ricette che non ho mai scritto quando stavo ancora a Cagliari. Vivo sempre a Milano, quindi le prossime foto saranno sempre molto gialle: per leggere tutte le scuse che mi sono inventata in merito, c’è l’avviso ai naviganti, qui. La ricetta è per il brunch. Io non l’ho mai fatto il…
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su questo blog ci sono ancora delle forme di vita, non del tutto intelligenti, ma ci sono
Milano, Cagliari, Milano, Cagliari, Milano, Torino, Milano, Torino, Milano, Torino, Milano, Torino, Milano, Torino, Milano Cagliari, Milano, Genova, Milano. Queste le tappe degli ultimi mesi. Il posto che ho visto meno è la cucina. Ma che mi giustifico a fare, poi come se in rete mancassero le ricette… veniamo al dunque. Chiocciole al pesto di pomodori secchi, una ventina, circa. 750 gr di pasta per la pizza 6 pomodori secchi 50 gr di anacardi un bicchiere di latte un cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro un cucchiaio d’olio evo uno spicchio d’aglio Se c’è una cosa che bisogna riconoscere ai vegani, è la rivalutazione degli anacardi. Io, per dire, manco…

















